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venerdì 1 aprile 2011

Per le associazioni maggiori garanzie dei diritti d’informazione degli associati e appositi rimedi contro la loro esclusione




« Leonardo Donofrio (foto): una riforma necessaria sollecitata dagli anziani dei Centri Socio Ricreativi del Comune di Milano»

« Codice civile: Alfano, in CdM approvata importantissima riforma su no profit e sussidiarietà»
« Le associazioni non riconosciute: la disciplina imperativa viene ridotta al minimo, questo in sintonia con l'estensione dell'autonomia statutaria, inoltre saranno previste maggiori garanzie in termini di diritti d'informazione degli associati e appositi rimedi contro la loro esclusione; saranno inoltre incrementate le forme di autocontrollo e autodisciplina »
« Negli anni, la necessità di una riforma era stata fatta rilevare dalle maggiori organizzazioni no profit italiane, che manifestavano una difficoltà di definizione giuridica ed amministrativa che inficiava spesso il lavoro portato a termine dalle strutture
»
Il Consiglio dei Ministri del 31 marzo 2011 ha approvato , su proposta del Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, un disegno di legge delega di riforma della disciplina del codice civile delle fondazioni, delle associazioni e dei comitati.“La riforma oggi approvata - afferma il Guardasigilli - è il punto di arrivo di un intenso lavoro portato avanti con il ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Maurizio Sacconi, e di una importante attività di studio, di consultazione e di dialogo con gli esponenti del terzo settore, che mira a dare piena attuazione al principio costituzionale di sussidiarietà introdotto nell’art. 118 della Costituzione dalla riforma del 2001”.“In particolare - spiega Alfano -, il disegno di legge prevede una profonda riforma del codice civile al fine di riconoscere il valore del libero associazionismo, semplificare i meccanismi di riconoscimento della personalità giuridica, ampliare l’autonomia statutaria degli enti con un maggiore coinvolgimento degli associati nei procedimenti decisionali, garantire la trasparenza delle attività degli enti - soprattutto per gli enti che si avvalgono di fondi e sottoscrizioni pubblici - e di consentire la possibilità di svolgere attività d’impresa in via strumentale, tutelando i terzi”.“Tra i punti più qualificanti del disegno di legge vi è la semplificazione del procedimento di riconoscimento delle persone giuridiche, che verrà assimilato a quello delle società di capitali, con la previsione di un pieno diritto dell’ente all’iscrizione nel registro delle persone giuridiche, iscrizione che potrà essere negata solo per i motivi espressamente previsti dalla legge. Viene, inoltre, prevista, per tutelare gli associati e i terzi, l’introduzione di un collegamento tra la limitazione della responsabilità dell’ente ed il mantenimento di un elevato grado di solidità economica, mentre viene sancito il riconoscimento, anche in favore degli enti privi di personalità giuridica, della qualità di centro autonomo d’imputazione degli interessi”.


“Con particolare riferimento alla disciplina delle associazioni riconosciute - sottolinea Alfano -, il disegno di legge oggi varato dal Consiglio dei Ministri contempla un rafforzamento dei diritti degli associati e delle competenze dell’assemblea, una maggiore responsabilizzazione degli amministratori e degli organi di controllo attraverso l’espressa previsione di azioni sociali, l'estensione alle associazioni di maggiore rilevanza economica dei sistemi di controllo previsti per le società di capitali e una nuova disciplina del fondo comune e del regime di responsabilità”.


“Con riferimento, invece, alle associazioni non riconosciute, il provvedimento sottoposto ora all’esame del Parlamento prevede una riduzione al minimo della disciplina imperativa, in ossequio a una maggiore autonomia statutaria, maggiori garanzie dei diritti d’informazione degli associati e appositi rimedi contro la loro esclusione, nonché un aumento delle forme di autocontrollo e autodisciplina”.


“Per quanto attiene alle fondazioni – prosegue il Guardasigilli - il disegno di legge individua in modo più chiaro il carattere identificativo di tali enti, distinguendo le fondazioni con scopi di utilità collettiva a carattere pubblico o privato-sociale da quelle con scopo esclusivamente privato. In relazione a tali enti, viene, per un verso, ampliata l’autonomia statutaria e, per un altro, previsto un rafforzamento dei controlli, specie per le fondazioni che raccolgono fondi pubblici e liberalità. Si prevede, poi, l’instaurazione di uno stretto collegamento con la volontà del fondatore, in caso di liquidazione, mentre la possibilità della trasformazione delle fondazioni in società di capitali viene liberata dal controllo governativo e resa al tempo stesso più trasparente.“Un ulteriore punto estremamente qualificante del disegno di legge – conclude Alfano - consiste nella previsione di una specifica disciplina dell’attività di impresa esercitata dagli enti privi di scopo di lucro”.

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