BLOG2 di Leonardo Donofrio


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sabato 6 ottobre 2012

Una gita sociale alla scoperta dei Rioni di San Colombano al Lambro


 IL Centro Socio Ricreativo Culturale per Anziani "Ricordi"  Milano
SABATO 13 ottobre 2012 a San Colombano al Lambro

·         San Colombano al Lambro è un Comune Italiano facente parte della Regione Lombardia collocato su un rilievo collinare della bassa pianura padana ai confini con l'Emilia Romagna. San Colombano al Lambro prende parte del suo nome da un monaco evangelizzatore irlandese e dal Lambro fiume lombardo che lo attraversa. Esso è ritenuto un exclave della Provincia di Milano in quanto il suo territorio dista circa 20 km dalla provincia che lo amministra e i propri confini si trovano tutti all'interno di un'altra provincia quella di Lodi. Principalmente conosciuto per la produzione del famoso vino DOC di Milano, il San Colombano appunto, risulta essere anche un luogo ricco di storia e cultura merito delle sue antiche borgate e del suo imponente Castello, distrutto e poi riedificato da Federico Barbarossa.”

·         E' nell'anno 1514, che si rileva il passaggio nelle nostre terre di Leonardo Da Vinci (1452 - 1519). 


 In viaggio da Milano a Roma, il 27 settembre, si ferma con i suoi discepoli ai piedi dei colli banini. A conferma di ciò, nel codice "B" dello stesso Leonardo, è presente un disegno riguardante il corso del fiume Po'. In quei tempi infatti, il fiume risultava nelle stretta vicinanze del Borgo  San Colombano                                                                                                                                                               .

Francesco Petrarca, nell'anno 1353, fu ospite nel castello di Giovanni Visconti, Arcivescovo di Milano. In questa occasione scrisse una lettera a Guido, Arcivescovo di Genova, il 21ottobre 1353, decantando il luogo di san Colombano.

Ore 12 pranzo conviviale con musica spontanea dal vivo al *Ristorante Gerette  Via Lodi, 9B San Colombano a Lambro   

 *Ristorante tipico italiano, attento e rigoroso nel rispetto delle tradizioni culinarie e dolciarie locali.

venerdì 11 maggio 2012

BILANCIO IN ARANCIO CONSUNTIVO E PREVISIONALE DI SPESA DEL COMUNE DI MILANO

Il Movimento Milano Civica (MMC) con i Gruppi Consiliari di Partito Democratico e Lista Milly Moratti x Pisapia

INCONTRANO I CITTADINI

Lunedì 14 maggio 2012 ore 21.00


Consiglio di Zona 3 Via Sansovino 9 – Aula Consiliare

Partecipano:




  • Cinzia Fossati Capogruppo Partito Democratico CdZ 3

  • Michele Sacerdoti Capogruppo Lista Milly Moratti x Pisapia CdZ 3

  • Edoardo Ugolini Gruppo di Lavoro Finanza&Economia coautore
    Bilancio in Arancio

  • Carmela Barbera Ricercatrice Università Bocconi SDA
    Davide Corritore Direttore Generale Comune di Milano

  • Franco D’Alfonso Assessore Commercio e Attività Produttive

Introduzione:



  • Nanni Anselmi Presidente MMC
Moderatore e conclusioni:


  • Marilena Arancio Direttivo MMC
    www.movimentomilanocivica.it

giovedì 22 marzo 2012

80° ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI FILIPPO TURATI



Ricorre quest’anno l’80° anniversario della morte di Filippo Turati, avvenuta a Parigi il 29 marzo 1932, in casa di Bruno Buozzi.
Le sue ceneri vennero traslate e tumulate al Cimitero Monumentale di Milano il 10 ottobre del 1948 accompagnate da una imponente manifestazione nelle vie del capoluogo lombardo.
La Critica Sociale renderà omaggio alla sua figura con una cerimonia che si terrà

GIOVEDI 29 MARZO 2012 ALLE ORE 11,00

Saranno presenti, tra gli altri, Carlo Tognoli, Ugo Finetti, Sergio Scalpelli, Giovanni Manzi, Stefano Pillitteri, Stefano Carluccio.
L’appuntamento è all’entrata principale del Cimitero Monumentale.

Vi aspettiamo. La Critica Sociale

venerdì 16 marzo 2012

Lombardia - Straniero un milanese su 5 «Aumentano i disoccupati»

di Alessandra Coppola da corriere milano
In Lombardia un quarto di tutti gli immigrati in Italia I dati dell’Osservatorio regionale. «Più bambini nelle scuole»
Un milanese su cinque è venuto da un altro Paese, dalla Romania, dal Marocco, dall’Albania. Spesso ha messo su famiglia, o l’ha fatta arrivare: uno su tre ha un coniuge e almeno un figlio. Per la crisi, fa più fatica a trovare lavoro, ma ormai è radicato: i bambini vanno a scuola, qualcuno dei più grandi è arrivato all’università, non c’è in programma un cambio di residenza, e anche se i redditi sono diminuiti, meglio restare qui che mettersi di nuovo in viaggio. L’Osservatorio regionale per l’integrazione e lamultietnicità (Orim) ha presentato ieri i dati che sono il punto di riferimento per la presenza straniera in Lombardia: un milione e 269 mila persone (irregolari compresi) al primo luglio del 2011, che significa un quarto di tutti gli stranieri in Italia. Vuol dire anche 81 mila in più (il 7 per cento) rispetto all’anno prima: i flussi tornano a crescere, dopo una fase di rallentamento. Perché? «Nonostante la crisi, la Lombardia continua a essere vissuta dagli immigrati come una "terra promessa", il luogo migliore in cui inserirsi», risponde Vincenzo Cesareo, coordinatore generale Orim. Gli arrivi in seguito ai rivolgimenti del Nordafrica non bastano a spiegare l’aumento.
«La Lombardia spesso è scelta come meta già al momento del progetto migratorio — continua Cesareo —. La famiglia che si ritrova per decidere su chi investire, in genere una persona giovane, sana e un po’ istruita, dà anche un’indicazione di arrivo ».
E il Nord resta il meno peggio che c’è nella penisola. Anche se diventa sempre più difficile trovare lavoro: il tasso di disoccupazione tra gli stranieri maggiori di 14 anni è salito al 12 per cento, quasi il doppio del 6,9 del 2008. E le stime di assunzioni si mantengono basse, tra i 18 e i 20mila, lontane dal picco dei 40 mila del 2007. Va peggio per gli operai generici e gli edili, resistono i lavoratori dell’agricoltura e dell’allevamento. Diminuiscono pure le donne impiegate come colf e badanti. Per la prima volta sono sempre meno gli immigrati che possono permettersi l’acquisto di una casa: anche tra le famiglie più radicate, si registra una diminuzione degli immobili di proprietà. I soldi a fine mese, del resto, son pochi, soprattutto per i single e le famiglie numerose: calano i redditi. Succede per gli italiani, come per gli stranieri: con la povertà aumenta la criminalità, soprattutto i furti. E addirittura crescono i reati commessi da minorenni. In questo caso, però, la crescita è più marcata tra gli italiani. Tanti bambini stranieri vanno regolarmente a scuola: 173 mila iscritti nell’anno scolastico 2010-11, più 5,5 per cento. E di questi, la metà è nata in Italia.


martedì 21 febbraio 2012

L'Europa e' un paese per vecchi. E si prepara




Se riduciamo la spesa per la salute aumenteranno le malattie e l’assenteismo e usciranno dal mercato lavoratori qualificati di difficile ricollocazione. Non è questa la direzione. Lavoriamo assieme per spendere bene, non meno.
La spesa sanitaria aumenta per l'invecchiamento della popolazione e la Commissione europea rivede i suoi piani


La Commissione europea guida le scelte di politica sanitaria.

Qual è la posizione della Commissione in questo momento di grave crisi economica rispetto al ruolo della salute e dei sistemi a tutela della salute dei cittadini dell’Ue?
Paola Testori Coggi, direttore generale per la salute e i consumatori, Commissione europea
La politica sanitaria nel senso più ampio del termine, cioè non solo cura ma soprattutto prevenzione, mantiene i cittadini in buona salute e quindi assicura una popolazione più produttiva nell'età lavorativa; un cittadino in buona salute costa meno allo Stato e produce, contribuendo così alla crescita economica. Un sistema sanitario moderno e innovativo è un driver della crescita economica. Guardiamo i dati. Il settore dei servizi sociali e sanitari impiega il 10% dei lavoratori. I tre quarti di questi sono donne, rispetto a una media del 45%. Il 43% ha un diploma di terzo livello contro il 25% della media dei lavoratori. Gli investimenti in R&S rappresentano l’8% nel settore della salute e raggiungono il 16% se prendiamo in considerazione i settori farmaceutico e biotecnologico, contro il 3,3% degli altri settori manifatturieri. È evidente che un sistema sanitario che funziona impiega lavoro di alta qualità, prevalentemente femminile, e rende i nostri paesi innovativi e competitivi sul lato della ricerca.

Un’Europa sana è un’Europa ricca. Ma come sostenere gli investimenti in fase di contrazione delle spese?

L’8,3% del pil è spiegato dalla spesa sanitaria, spesa destinata ad aumentare per l’invecchiamento della popolazione. È necessario e urgente innovare i sistemi di cura e spostare i servizi dall’ospedale. La telemedicina, e in generale l’eHealth, l’accesso a medicine e tecnologie innovative e performanti diventano elementi chiave per rendere la spesa sostenibile in paesi che invecchiano. Inoltre, si investe solo il 3% del bilancio nazionale nella prevenzione. Questo è insufficiente considerato che la prevenzione è l’arma più efficace per evitare l’insorgenza di malattie croniche e per svuotare gli ospedali.

Prevenzione, e-health e tecnologie costo-efficaci: questa è la ricetta. Come si garantisce che venga seguita?

Per innovare i sistemi di cura abbiamo lanciato una partnership sull’innovazione nel settore “Active and Healthy Ageing”, cuore della strategia della Commissione europea “Europe 2020”. Tutte le parti interessate fanno parte di questa iniziativa con l’obiettivo di trasformare le idee in azioni. La ricerca, il settore pubblico e l’industria devono trovare un modo nuovo di lavorare insieme per portare le innovazioni sul mercato sanitario. Misureremo l’impatto della partnership e vogliamo essere ambiziosi. Ci aspettiamo di incrementare di due anni la speranza di vita in buona salute entro la fine di questo decennio.

Le politiche comunitarie rimangono lettera morta se non c’è l’impegno dei paesi membri.

Dopo il Consiglio Epsco (Occupazione, politica sociale, salute e consumatori) del giugno 2011, la Commissione e i paesi membri hanno iniziato un “processo di riflessione” con l’obiettivo di identificare modalità efficaci per investire in salute e dare seguito alle raccomandazioni del Consiglio di tendere verso “sistemi sanitari moderni, responsabili e sostenibili”. Stiamo quindi lavorando con i paesi membri su quattro temi: valorizzare il tema della salute nella strategia “Europe 2020”; identificare i fattori di successo per un uso efficace dei fondi strutturali per gli investimenti in salute; trovare risposte adeguate all’evoluzione dei bisogni sanitari della società che invecchia; misurare l’efficacia degli investimenti in salute. Se riduciamo la spesa per la salute aumenteranno le malattie e l’assenteismo e usciranno dal mercato lavoratori qualificati di difficile ricollocazione.


di Rosanna Tarricone, direttrice Cergas Bocconi e Master Mihmep SDA Bocconi. Intervista a Paola Testori Coggi, direttore generale per la salute e i consumatori, Commissione europea


da Sarfatti25,it

giovedì 5 gennaio 2012

2012 - Anno europeo dell'invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni

L'anno 2012 è proclamato Anno europeo dell'invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni. Esso è inteso a promuovere la vitalità e la dignità di tutti.
L'obiettivo generale dell'Anno europeo consiste nell'agevolare la creazione di una cultura dell'invecchiamento attivo in Europa, basata su una società per tutte le età.
In tale contesto, l'Anno europeo incoraggia e sostiene l'impegno degli Stati membri, delle loro autorità regionali e locali, delle parti sociali, della società civile e del mondo imprenditoriale, comprese le piccole e medie imprese, a promuovere l'invecchiamento attivo e ad adoperarsi maggiormente per mobilitare il potenziale degli ultracinquantenni, che costituiscono una parte della popolazione in continuo e rapido aumento. In tal modo, esso promuove la solidarietà e la cooperazione tra le generazioni, tenendo conto della diversità e della parità di genere.
La promozione dell'invecchiamento attivo implica la creazione di migliori opportunità, affinché donne e uomini anziani possano svolgere un ruolo sul mercato del lavoro, la lotta contro la povertà, in particolare femminile, e l'esclusione sociale, incentivare il volontariato e la partecipazione attiva alla vita familiare e sociale e la promozione dell'invecchiamento sano e dignitoso.
Ciò comporta, tra l'altro, l'adeguamento delle condizioni di lavoro, la lotta contro gli stereotipi negativi sull'età e la discriminazione basata sull'età, il miglioramento della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro, l'adattamento dei sistemi di apprendimento permanente alle esigenze di una manodopera anziana e la garanzia che i sistemi di protezione sociale siano adeguati e offrano gli opportuni incentivi.
Per la promozione e lo svolgimento delle attività dell’Anno 2012, ogni Stato Membro si avvale di un organismo di coordinamento a livello nazionale. Per l’Italia, il coordinamento nazionale è svolto dal
Dipartimento per le Politiche della Famiglia che assicura un raccordo tra le amministrazioni interessate e tutti gli altri attori coinvolti per la programmazione delle attività nazionali.
Allo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica e promuovere i temi principali che riguardano l'Anno Europeo, il Dipartimento intende sviluppare una campagna integrata di comunicazione di cui il sito web
http://www.invecchiamentoattivo.politichefamiglia.it/ è il primo strumento informativo.
Per saperne di più
Il sito dedicato all'Anno dell'invecchiamento attivo