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venerdì 16 marzo 2012

Lombardia - Straniero un milanese su 5 «Aumentano i disoccupati»

di Alessandra Coppola da corriere milano
In Lombardia un quarto di tutti gli immigrati in Italia I dati dell’Osservatorio regionale. «Più bambini nelle scuole»
Un milanese su cinque è venuto da un altro Paese, dalla Romania, dal Marocco, dall’Albania. Spesso ha messo su famiglia, o l’ha fatta arrivare: uno su tre ha un coniuge e almeno un figlio. Per la crisi, fa più fatica a trovare lavoro, ma ormai è radicato: i bambini vanno a scuola, qualcuno dei più grandi è arrivato all’università, non c’è in programma un cambio di residenza, e anche se i redditi sono diminuiti, meglio restare qui che mettersi di nuovo in viaggio. L’Osservatorio regionale per l’integrazione e lamultietnicità (Orim) ha presentato ieri i dati che sono il punto di riferimento per la presenza straniera in Lombardia: un milione e 269 mila persone (irregolari compresi) al primo luglio del 2011, che significa un quarto di tutti gli stranieri in Italia. Vuol dire anche 81 mila in più (il 7 per cento) rispetto all’anno prima: i flussi tornano a crescere, dopo una fase di rallentamento. Perché? «Nonostante la crisi, la Lombardia continua a essere vissuta dagli immigrati come una "terra promessa", il luogo migliore in cui inserirsi», risponde Vincenzo Cesareo, coordinatore generale Orim. Gli arrivi in seguito ai rivolgimenti del Nordafrica non bastano a spiegare l’aumento.
«La Lombardia spesso è scelta come meta già al momento del progetto migratorio — continua Cesareo —. La famiglia che si ritrova per decidere su chi investire, in genere una persona giovane, sana e un po’ istruita, dà anche un’indicazione di arrivo ».
E il Nord resta il meno peggio che c’è nella penisola. Anche se diventa sempre più difficile trovare lavoro: il tasso di disoccupazione tra gli stranieri maggiori di 14 anni è salito al 12 per cento, quasi il doppio del 6,9 del 2008. E le stime di assunzioni si mantengono basse, tra i 18 e i 20mila, lontane dal picco dei 40 mila del 2007. Va peggio per gli operai generici e gli edili, resistono i lavoratori dell’agricoltura e dell’allevamento. Diminuiscono pure le donne impiegate come colf e badanti. Per la prima volta sono sempre meno gli immigrati che possono permettersi l’acquisto di una casa: anche tra le famiglie più radicate, si registra una diminuzione degli immobili di proprietà. I soldi a fine mese, del resto, son pochi, soprattutto per i single e le famiglie numerose: calano i redditi. Succede per gli italiani, come per gli stranieri: con la povertà aumenta la criminalità, soprattutto i furti. E addirittura crescono i reati commessi da minorenni. In questo caso, però, la crescita è più marcata tra gli italiani. Tanti bambini stranieri vanno regolarmente a scuola: 173 mila iscritti nell’anno scolastico 2010-11, più 5,5 per cento. E di questi, la metà è nata in Italia.


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